Mathias Steinauer

Compositore

Mathias Steinauer

Un compositore, docente e performer il cui catalogo unisce scrittura contemporanea rigorosa e atmosfera dell’incontro culturale dal vivo.

64

Opere

37

Registrazioni

6

Immagini

Biografia, immagini e opere ora convivono qui, così il profilo artistico sostiene gli eventi senza disperdere il percorso.

Vita e contesto

Un compositore formato da luoghi, insegnamento e performance.

Nato a Basilea nel 1959, Mathias Steinauer è un compositore e docente di fama, le cui opere sono state eseguite in tutta Europa, Asia e America.

Nato a Basilea

Mathias Steinauer è nato a Basilea, Svizzera.

Studi musicali a Basilea

Ha studiato pianoforte, composizione e teoria musicale con Robert Suter e Roland Moser presso l’Accademia di Musica di Basilea.

Studi con György Kurtàg

Mathias ha studiato composizione con il rinomato compositore György Kurtàg a Budapest dal 1986 al 1988.

Professore di Teoria Musicale

Mathias è stato professore di teoria musicale e composizione all'Università delle Arti di Zurigo.

ISCM World New Music Days

Mathias è stato Direttore Artistico degli ISCM World New Music Days tenuti in Svizzera.

Keyboarder in “The Stone Alphabet”

Mathias suona le tastiere nell'ensemble "The Stone Alphabet".

Immagini

Frammenti visivi

Un piccolo archivio visivo integrato nel racconto: ritratti, momenti di lavoro e tracce dei luoghi attorno alla musica.

Mathias Steinauer
Mathias Steinauer
Mathias Steinauer
Mathias Steinauer
Mathias Steinauer
Mathias Steinauer

Opere & Suoni

Composizioni, registrazioni e frammenti sonori.

Il catalogo completo resta disponibile, ma ora è più facile da esplorare, cercare e collegare alle registrazioni quando presenti.

2024 Registrazione 13'00"

GROUNDS, op. 40 (2024)

da “Tectonic Tales”

Flauto, clarinetto, oboe, fagotto, corno, 2 violini, viola, violoncello, contrabbasso, nastro

GROUNDS è, in fondo, un viaggio in un paesaggio sonoro fatto di pietra, legno, metallo, capelli e respiro. Verso la fine, rivolto alle radici… e non vibra forse anche un contesto musicologico, in sottofondo? Dal nastro (Felix Perret suona tavoli di pietra e un Orgalitho di Beat Weyeneth) emergono solo suoni di pietra naturali, privi di elettronica. Li ho ordinati, ascoltati a lungo e infine da essi ho immaginato strutture musicali che li avvolgessero, intensificassero, colorassero e contrapponessero.

2022 Registrazione 12'00"

Canti in forma di ritratti appesi a fili sottili, op. 39 (2022)

Due violoncelli

I singoli ritratti sono collegati da “fili sonori” sottilmente intrecciati. Le persone ritratte, le cui melodie formano la base dell’opera, sono: Tsega (Eritrea), Regula (Zwei Härze, Vallese), Carmen (Mis Derfi, Vallese), Mursal (Canzone d’amore, Somalia), Sonam (Preghiera, Tibet), Weldeselase (Canzone d’amore, Eritrea), Regula (Mis Gletscheralphitje, Vallese).

2022 20'00"

Le Château imaginaire, op. 37 (2021/2022)

Di persone e di spazi

Duo di sassofoni, arpa, viola

Co-creazione di Mathias Steinauer e Slide Ensemble. Al pubblico: “Immaginate un castello – IL VOSTRO castello – con parco, lago, bosco e naturalmente tutti i dettagli più importanti. Lo faremo anche noi. Forse vi aiuteremo a immaginare, forse vi disturberemo. Trascorriamo del tempo insieme, in spazi – sognando.”

2021 Registrazione 3'30"

Archaeopteryx, op. 36 (2021)

da “Tectonic Tales”

6 percussionisti con uova, cinguettii, pietre

Nel 1860, spaccando una lastra di calcare vecchia di 150 milioni di anni, un operaio a Solnhofen scoprì un fossile che somigliava in tutto e per tutto a una piuma. Il ritrovamento fu chiamato Archaeopteryx (“Antica Piuma”). Solnhofen, 150 milioni di anni fa, somigliava a un paradiso tropicale. L’Archaeopteryx sapeva volare, ma non a lungo. Gli uccelli conquistarono gradualmente i cieli e oggi contano oltre 10.000 specie. L’Archaeopteryx, icona di questo successo evolutivo, è oggi il fossile più famoso del mondo.

2020 35'00"

MOSAIC, op.35 (2020)

10 ritratti, 5 colpi di pietra e 2 altri brani

Quartetto di flauti, duo di percussioni, altri partecipanti

Un progetto con persone, suoni, pietre e immagini sul tema “Il Cervino – un immigrato dall’Africa”. I 17 brani sono proposte. La forma complessiva viene elaborata, definita e resa responsabile dagli esecutori. Oltre a questi 17 brani, si auspicano e vanno integrati molti altri “frammenti musicali a mosaico” di compositori, improvvisatori o altri partecipanti.

2020 35'00"

Einfalt, op. 33 (2020)

11 canzoni su frammenti di testi di 柱甫 Du Fu (712–770)

Voce/sintetizzatore, flauti dolci, proiezione

“Einfalt” indica una certa limitatezza dell’intelletto e rettitudine del giudizio (...). Anche alla nostra specie è probabilmente concesso solo un tempo limitato. Da millenni sembriamo quasi incapaci di evolverci davvero. Ciò che cambia è il modo in cui alcuni tra noi riescono ad esprimerlo. Proiezioni: John Lavery (1856–1941).

2017 Registrazione 7'30"

Bells and Chants for Benjamin, op.32 (2016/17)

Chitarra elettrica, proiezione video

Un omaggio piuttosto silenzioso a Benjamin Britten. Britten è presente attraverso la sua immagine filmica e i suoi pensieri espressi sulla musica strumentale, elettronica e sulla cantabilità. La mia musica si confronta con questi pensieri, ma si lascia anche attraversare da essi.

2019 1'30"

Nun schlägt dem Ü5/6 das letzte Stündlein, op. 31/4 (2019)

violoncello, mini armonica, campanello da reception

Con mini armonica e campanello da reception.

2018 Registrazione 19'

L'arpentage des ondes, op.31.3b (2017/18)

3 pianoforti, celesta, 6 percussionisti

Il signor Palomar si trova sulla riva e osserva il mare. Forse un inventario di tutti i possibili movimenti ondosi potrebbe essere la chiave per comprendere la complessità del mondo: attraverso la loro riduzione al meccanismo più semplice.

2017 5'30"

L'arpentage des ondes, op.31.3a (2017)

14 strumenti, 3 singole pietre Orgalitho

Il signor Palomar si trova sulla riva e osserva il mare. Forse un inventario di tutti i possibili movimenti ondosi potrebbe essere la chiave per comprendere la complessità del mondo: attraverso la loro riduzione al meccanismo più semplice.

2016 Registrazione 4'

Tempora metimur, op.31.2 (2016)

soprano, pianoforte

"Tempora metimur sonitu, umbra, pulvere et unda, nam sonus et lacrima, pulvis et umbra sumus." ("Misuriamo il tempo con il suono, l’ombra, la polvere e l’acqua, poiché siamo suono e lacrima, polvere e ombra.") Questa iscrizione anonima non è databile. Potrebbe essere di origine romana o medievale. NB: il pianoforte utilizza 4 e-bows.

2012 6'

...come un teatro SUI binari..., op. 31/1 (2012)

un gioco di viaggio

flauto, clarinetto, pianoforte, percussioni, violino, violoncello, proiezione filmata

Teatro musicale.

2015 Registrazione 13'

A part of the flock (so nicely brightly), op. 30.2 (2014/15)

un teatro di luci ipnotico

flauto, clarinetto, percussioni, pianoforte, violino, violoncello, proiezioni

Video: "Electric Sheeps", salvaschermi per computer assemblati. Il totalitarismo si contraddistingue per una potente macchina propagandistica che convince le persone che il nero sia bianco e il bianco sia nero. Fa semplicemente sparire le discariche sotto aiuole immaginarie.

2015 Registrazione 13'

Kaleidoskop (so nicely brightly), op. 30.1 (2014/15)

un teatro di luci ipnotico

flauto, clarinetto, percussioni, pianoforte, violino, violoncello, proiezioni

Video: The Splendor of Color. Il totalitarismo si contraddistingue per una potente macchina propagandistica che convince le persone che il nero sia bianco e il bianco sia nero. Fa semplicemente sparire le discariche sotto aiuole immaginarie.

2013 Registrazione 17'

Sette ultimi pasti, op. 28 (2013)

Appunto 11 del boia reale bavarese Bartholomäus Ratzenhammer

flauto/i dolce, tenore

Inoltre: vari ingredienti acustici e visivi. Testo: Herbert Rosendorfer (Ultimi Pasti).

2012 Registrazione 17'

Quasi idilliaco, op. 27 (2011/12)

idilli eterotopici

Hang solo, orchestra d’archi

HANG è pericolosamente vicino all’IDILLIO. Scale semplici, pattern ripetitivi e un suono avvolgente possono facilmente evocare l’Arcadia, con tutti i suoi attributi, personaggi e suoni. Natura e arte sembrano fondersi in questa costruzione artificiale, tempo e spazio sembrano arrestarsi. Se poi si aggiungono gli archi e non si presta la massima attenzione, si rischia di generare una FUGA DALLA REALTÀ.

2011 Registrazione 15'

A.S.I.A. – Aspettie Senza Illusione Amplificata, op. 26 (2011)

organo solo*

* oltre a strumenti aggiuntivi azionati dall’interprete come melodica, vari carillon, una calcolatrice parlante dalla Cina... Desidero un ascolto puro e privo di ideologia nello spazio. Rinuncio quindi in gran parte al fasto ecclesiastico, alla virtuosità e alla tecnica contrappuntistica raffinata, seguendo spesso tracce monodiche.

2010 ca. 8 min.

con sordino – fadenscheinig, op.25 (2010)

come una superficie di proiezione installativa sonora

clarinetto solo (si♭)

Indicazione di esecuzione – messa in scena: il brano deve essere eseguito a memoria e completamente velati con un burka!

2009 Registrazione 7'30''

kurzkurz© (Live at Carnegie), op.24b (2009)

un recital monocromatico "shanzhai" sotto forma di clip enigmatico

pianoforte, un piccolo litofono intonato

Un prodotto di marca cinese suona come una copia pirata shanzhai: un pasticcio calcolato da un piccolo villaggio montano, prodotto in una manifattura della provincia più meridionale della Svizzera.

2009 Registrazione 7'30"

kurzkurz© (Live at Carnegie), op.24a (2009)

Un récital monocromatico “shanzhai” sotto forma di clip ambigua

Pianoforte, contemporaneamente 5 temple blocks, 2 legni cinesi

Un prodotto cinese di marca risuona come una copia pirata “shanzhai”: difettosa ma calcolata, proveniente da un piccolo villaggio montano, prodotta in una manifattura del cantone più a sud della Svizzera.

2014 Registrazione 14 minuti

Come un meccanismo mentale, op. 23b (2009/14)

Flauto, clarinetto, percussioni, pianoforte (+ Hohner Clavinet), violino, violoncello, carillon amplificati in quadrifonia

A metà della vita ci coglie la “sindrome di Dvořák”. Si ripercorre mentalmente il proprio percorso, si cercano le radici, si soccombe all’idealizzazione. Omaggio a Efeso, immaginazioni infantili con carillon e un “re-ligio” al mio op.1.1.

2009 14 minuti

Come un meccanismo mentale, op. 23a (2009)

Chitarra elettrica, Hohner Clavinet, percussioni, due violini elettrici, viola elettrica, violoncello elettrico, dieci carillon

A metà della vita ci coglie la “sindrome di Dvořák”. Si ripercorre mentalmente il proprio percorso, si cercano le radici, si soccombe all’idealizzazione. Omaggio a Efeso, immaginazioni infantili con carillon e un “re-ligio” al mio op.1.1.

2019 4' 00"

Schlussstein, op. 22.2c (2008/18/19)

Orchestra d’archi, suono fluttuante

“Il Schlussstein è la pietra sommitale di un arco o di una volta.” Nota: il suono fluttuante può essere, ad esempio, un diapason elettronico impostato su la1, cioè 440 Hz, in sintonia con gli archi.

2018 4' 00"

Schlussstein, op. 22.2b (2008/2018)

Ottetto di violoncelli, suono fluttuante

“Il Schlussstein è la pietra sommitale di un arco o di una volta.” Nota: il suono fluttuante può essere, ad esempio, un diapason elettronico impostato su la1, cioè 440 Hz, in sintonia con gli archi.

2008 Registrazione 4' 00"

Schlussstein, op. 22.2a (2008)

Trio d’archi, suono fluttuante (4 esecutori)

“Il Schlussstein è la pietra sommitale di un arco o di una volta.” Nota: il suono fluttuante può essere, ad esempio, un diapason elettronico impostato su la1, cioè 440 Hz, in sintonia con gli archi.

2007 3' 00"

Bananamanga I–III, op.22.1 (2007)

Tre brevi pezzi, una sequenza di situazioni quasi da fumetto, per Daniel Fueter.

Soprano, corno, pianoforte, contrabbasso, una giapponese che parla e mangia

Testi in giapponese e tedesco di Banana Yoshimoto (da “Moonlight Shadow” e “Vollmond”).

2006 Registrazione 8' 00"

...WOAMM..., op. 21 (2006)

Cinque audio-strips

Baglama (Saz), quartetto d’archi

Frammenti di occasioni perdute, basati su motivi del «Alla Turca» di Mozart. 1. La palla di Mozart contro un’immagine autentica del Turco 2. Ciò che fu perso nella polvere da sparo 3. Oriente nella mente (derviscio, danza del ventre e caffè) 4. Visione di un inno 5. Assedio al chiosco del kebab sotto la pioggia, con dessert appiccicoso.

2008 Registrazione ca. 110' 00"

Keyner nit, op.20 (2005-2008)

Opera da camera in cinque atti

7 cantanti, flauti, clarinetti (anche sassofono), corno, percussioni, pianoforte (anche Hammond e Clavinet), violino, violoncello, suoni amplificati preregistrati

Libretto di Mathias Steinauer con testi di Luigi Malerba (“Pataffio”), Julien Offray de La Mettrie (“L’uomo macchina”) e Stefano Benni (“Il più grande cuoco di Francia”).

2002 Registrazione 12' 00"

TimeOutMachine, op. 19.3 (2001-2002)

flauto, clarinetto, percussioni, pianoforte, violino, viola, violoncello, contrabbasso, chitarra, proiezioni video e CD playback

Una macchina musicale e visiva che tenta, attraverso pulsazioni e bagliori, di generare una sospensione temporale. Film: Reinhard Manz.

2001 Registrazione 3' 00"

Es kommt mich..., op. 19.2 (2001)

soprano o altus, martello e pianoforte (con grande mazzuolo)

Testo: Robert Walser, “Lachen und Lächeln”. Il più breve poema dell’autore tratto dalla sua produzione giovanile.

2001 3' 00"

I monatti, op. 19.1 (2001)

sassofono, corno, trombone, pianoforte, percussioni

…Mezzanotte a Milano, fine agosto, durante la peste: i monatti (o chi si fingeva tale) entrano nelle case con campanelli ai piedi, per rubare e saccheggiare impunemente...

2002 Registrazione 12' 00"

La dimensione dello strappo, op. 18 (2000-2002)

flauto, clarinetto, violino, violoncello, pianoforte, percussioni con installazione in tessuto

Entrambi i movimenti affrontano il tema dello “strappo”. 1: “Champ d’aviation”: vicino a Bolzano, 3 febbraio 1998: un jet d’attacco americano urta e trancia il cavo di una funivia. 2: “Champ de mai”: in un prato immaginario di maggio, un tono sospeso nel tempo, immagini di memoria e una tela rossa strappata sopra gli ascoltatori.

1999 4' 00"

DIE EINE - frei nach Heine, op. 17.6. (1999)

clarinetto, violino, violoncello, arpa (celtica)

Segreti innamoramenti, relazioni altalenanti, gelosia furiosa e amori non corrisposti: cuori spezzati ovunque si guardi...

2000 8' 00"

Corrente. Luminosa, op. 17.5 (2000)

(Klangfäden.Gebündelt)

4 violini, 2 viole, 2 violoncelli, contrabbasso, percussioni

Questo inno alla velocità(e) si colloca tra un flusso di luce accecante e uno splendore barocco.

2000 9' 00"

Aquarium für S.K.*, op. 17.4 (2000)

Un ritratto

pianoforte, percussioni

Ho trascritto frammenti delle improvvisazioni di S.K. e li ho montati in un collage. L’unico elemento aggiunto è stato il contesto sonoro: la percussione. *Sergey Kuryokhin (Leningrado, 1954 – San Pietroburgo, 1996) era, secondo i suoi ex professori, un “talentuoso buono a nulla”. Per lui, la musica era la cosa più importante e imprescindibile. Era pianista, compositore, improvvisatore, attore, non conformista, pop-star e aveva inventato un proprio sistema di movimenti come direttore d’orchestra.

2023 10'

Sott'acqua, op. 17.3b (1999/2023)

Per Gregorio, Armando, Sho, Luca, Simone, Andrea e Alberto

sextetto di percussioni, orchestra, solo improvvisato

Musica composta e pensata in anticipo incontra musica non scritta, spesso quasi impossibile da annotare, inventata sul momento. Il confine può essere molto sottile, nebuloso o sfocato.

2023 Registrazione 10'

Sott'acqua, op. 17.3a (1999/2023)

In memoriam Giorgio Bernasconi

sextetto di percussioni, solo improvvisato

Musica composta e pensata in anticipo incontra musica non scritta, spesso quasi impossibile da annotare, inventata sul momento. Il confine può essere molto sottile, nebuloso o sfocato.

1999 Registrazione 10'

Sott'acqua, op. 17.3 (1999)

sassofono soprano, corno, trombone, percussioni, pianoforte, solo improvvisato

Musica composta e pensata in anticipo incontra musica non scritta, spesso quasi impossibile da annotare, inventata sul momento. Il confine può essere molto sottile, nebuloso o sfocato.

2021 Registrazione 8'

fossils&shadows, op. 17.2d (1999/2021)

fisarmonica, nastro magnetico

Cinque aspetti determinano in gran parte la forma dei 15 brevi pezzi e la natura interna della musica: La pietra come suono: esplorazione delle possibilità tonali di questo nuovo strumento. La pietra come fonte di ispirazione formale e microformale: singoli pezzi, quasi giustapposti.

2018 Registrazione 10' 00"

fossils&shadows, op. 17.2c (1999/2018)

lithophone, violin, viola, cello, piano, stones

Five aspects largely determine the shape of the 15 short pieces and the inner nature of the music: stone as sound, as formal and microformal inspiration. Individual pieces, almost juxtaposed.

2016 9' 00"

fossils&shadows, op. 17.2b (1999/2016)

lithophone, orgalitho, other stones

Five aspects largely determine the shape of the 15 short pieces and the inner nature of the music: stone as sound, as formal and microformal inspiration. Individual pieces, almost juxtaposed.

1999 Registrazione 8' 00"

Steinschlag, op. 17.2a (1999)

litofono (c-c4) o marimba

Cinque aspetti determinano in gran parte la forma dei 15 brevi pezzi e la natura interna della musica: la pietra come suono: esplorazione delle possibilità timbriche di questo nuovo strumento. La pietra come fonte di ispirazione formale e microformale: pezzi singoli quasi accostati.

1999 Registrazione 4' 00"

Klangfäden - einzeln, op. 17.1b (1999)

flauto, clarinetto, violino, violoncello, pianoforte, percussioni

Da un gomitolo inizialmente variopinto emergono singoli fili sonori: argento – nero – rosso/giallo – verde/blu – filo spinato I e II – senza filo.

1999 4' 00"

Klangfäden - einzeln, op. 17.1a (1999)

sassofono, pianoforte, percussioni

Da un gomitolo inizialmente variopinto emergono singoli fili sonori: argento – nero – rosso/giallo – verde/blu – filo spinato I e II – senza filo.

1999 Registrazione 5' 00"

Phantasos – o "Il sogno di Pavarotti*", op. 16 (1999)

flauto solo

Nota di programma: ...dopo il suo sensazionale concerto (benefico) alla Royal Albert Hall di Londra, dove, al culmine della serata, al posto del do acuto, il suo occhio sinistro uscì dalla cavità e volò come un proiettile tragico sopra le teste del pubblico in delirio...

1997 Registrazione 45' 00"

Koren-Fantasien, op. 15 (1997)

27 studi di immaginazione sull’antichità greca (approcci alla pietra)

baritono, 2 oboi, heckelfono, fagotto, percussioni

Testi: Aristotele, Ippocrate, Ch. Mullack, Senofonte, Aristofane, Hans Saner, Platone, Leonida di Taranto, Epicuro.

1997 Registrazione 11' 00"

Nacht – Hirngespinste, op. 14 (1996–1997)

orchestra da camera

Una notte quasi completamente demitizzata, che tematizza due comportamenti notturni tipici. Il materiale musicale è stato determinato dai cambiamenti notturni del battito cardiaco, della temperatura corporea, delle onde cerebrali e del respiro.

1996 Registrazione 5' 00"

Rumori cardiaci, op. 13 (1996)

flauto, clarinetto, violino, violoncello, pianoforte

Un breve notturno in occasione dei "primi battiti cardiaci" dell’Ensemble Oggimusica.

1995 Registrazione 26' 00"

Il rallentamento della sarabanda, op. 12 (1993–1995)

pianoforte/strumenti a percussione solista, orchestra

Un tentativo di commentare musicalmente la storia della sarabanda – la sua presumibile origine azteca e i suoi quasi 200 anni di repressione. Musica spaziale. Il materiale esecutivo, strumenti ausiliari e due dispositivi di preparazione per il pianoforte a coda (Steinway D-274) sono disponibili in prestito.

1995 3' 00"

Jahreszeiten ?, op. 11.3 (1995)

trio di percussioni (o archi)

Leggermente scenica. Per glockenspiel, 3 flexatoni, macchina del vento, 2 barre sonore (dis''', dis'''') e una girandola telecomandata.

1994 9' 00"

Die gehaubte Braut, op. 11.2 (1994)

Una piccola musica nuziale

mezzosoprano, organo

Testi: alcuni haiku giapponesi, poesia barocca e termini informatici. Musica affettuosa e ironica; ciclica; in dodici brevi sezioni.

1991 18' 00"

Undici duettini, op. 11.1 (1991)

violino, viola

Musica di ricordi e immaginazione, piuttosto intima. I duetti possono essere eseguiti in ordine libero. (Per Elena, per il matrimonio)

1994 Registrazione 14' 00"

Omaggio ad Italo Calvino, op. 10b (1993–1994)

clarinetto, violino, violoncello, pianoforte

Su tre racconti fantastici di Italo Calvino sulla creazione del mondo: 1. Cielo di pietra / 2. Senza colori / 3. Meteoriti.

1994 Registrazione 14' 00"

Omaggio ad Italo Calvino, op. 10a (1993–1994)

clarinetto, corno, violino, pianoforte

Su tre racconti fantastici di Italo Calvino sulla creazione del mondo: 1. Cielo di pietra / 2. Senza colori / 3. Meteoriti.

1992 Registrazione 16' 00"

Speculum sibyllinum, op. 9 (1992)

6 voci, 5 flautisti dolci, 6 viole da gamba, 2 percussionisti

Nuova elaborazione di manoscritti recentemente scoperti in Vaticano, attribuiti a un compositore anonimo del XII secolo che anticipò in parte tutta la storia della musica. Musica spaziale.

1991 50' 00"

Blütenlese, op. 8 (1990–1991)

18 incisioni, nature morte e grottesche

soprano solo, coro misto, coro da camera, voce infantile, ensemble strumentale

Testi di G. Ungaretti, H. Saner, R. Rechsteiner, E.M. Cioran, R. Heinzelmann, M. Buselmeier, E. Canetti, H. Burger, G. Bachmann. Un ciclo straziante e contraddittorio con una tendenza discendente, da eseguire esclusivamente in una chiesa, coinvolgendo tutto lo spazio.

1989 Registrazione 26' 00"

... wie Risse im Schatten..., op. 7 (1988–1989)

concerto per flauto, orchestra

Sullo sfondo dell’idea di Jean Gebser di una trasformazione della coscienza in cinque fasi dell’umanità (arcaica, magica, mitica, mentale, integrale), il solista incarna l’individuo che si trasforma nel suo ambiente.

1988 18' 00"

Duat, op. 6 (1988)

14 segni

orchestra da camera

Quasi reperti archeologici – attorno al Libro dei Morti egizio, dal punto di vista stupito di un uomo del XX secolo. Come 14 frammenti di una cultura perduta: parti incomplete di un insieme stratificato difficilmente comprensibile. Duat – o Amduat –: l’aldilà degli antichi Egizi, l’inversione di tutto ciò che è terreno.

1987 13' 00"

Visions, op. 5 (1987)

ensemble di fiati, 2 percussionisti, pianoforte

In 3 movimenti: Grande danse froide, 9 microludi, Epilogo. Incisa nella vecchia campana antincendio di Norimberga: "Quando io, campana, suono, mai per cose futili (...)"

1986 16' 00"

Vier Klangbilder, op. 4 (1986)

baritono solo, coro femminile, ensemble di flauti dolci, grande orchestra

Nonostante la grande strumentazione: musica per lo più calma, ispirata dai testi semplici di un pittore (Hans Erni). Non solo suoni, linee e ritmi sono usati come colore, ma anche gli strumenti dell'orchestra, il cui timbro è ampliato da voci femminili e flauti bassi. – Fondamento dei quattro canti è la serie naturale degli armonici. 1) volo delta 2) questa notte 3) risveglio 4) tutto scorre.

1986 Registrazione 3' 00"

3 Skizzen, op. 3 (1986)

quartetto d'archi

Leggermente teatrale. Nella terza bozza: tutti e quattro suonano insieme sul violoncello e contemporaneamente “scordano” alcune corde. N.1: Campane, un omaggio a P. Pasolini – N.2: Un omaggio alla grande espressività di G. Kurtág – N.3: Come un corale scuro e pesante.

1986 17' 00"

Musik in 5 Teilen, op. 2 (1986)

3 violoncelli, 2 percussionisti

Un gioco con sovrapposizioni di forma. Composto per Thomas Demenga e la sua classe di violoncello, oltre che per la classe di percussioni dell’Accademia Musicale di Basilea.

1985 10' 00"

AnDante, op. 1.2 (1985)

trio di percussioni, grande nastro magnetico ad anello

A Dante. Pensieri scaturiti dalla lettura della “Divina Commedia”. – Tuttavia: non si nota alcuna “purificazione”.

1984 Registrazione 8' 00"

* * *, op. 1.1 (1984)

xilofono, marimba, 2 carillon (in totale 3 percussionisti)

Quasi una scena teatrale: gioco infantile e assorto contro virtuosismo freddo e perfetto. Composto su commissione del Trio di Percussioni di Basilea.

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