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Mathias Steinauer. Ipotesi/Antitesi.
Confrontando i lavori giovanili con i brani più recenti, il linguaggio musicale di Mathias Steinauer risulta sorprendentemente costante. Ciò che percorre le composizioni come un filo policromo è il confronto con la storia, la storia della musica: cita un preludio di Bach (Omaggio ad Italo Calvino), elabora e trasforma sarabande del periodo barocco (Rallentamento) o un'aria dalla Passione secondo Matteo (Risse). Cerca vie proprie come le origini della aristocratica sarabanda barocca nelle equivoche danze degli Aztechi (Rallentamento), oppure finge la scoperta casuale di frammenti di un anonimo 0232 che utilizza poi in Speculum Sibyllinum. La tomba e la morte sono temi ricorrenti (Duat, Visions, Blütenlese, Rallentamento, Risse).
Nelle opere strumentali la scrittura è frammentata, dove situazioni diverse sono semplicemente accostate le une alle altre o tuttalpiù collegate da sottili ponti (Visions, Duat, Rumori, Nacht). Frequentemente si tratta soprattutto di effetti sonori il cui senso spesso non si può determinare con chiarezza poiché oltre al tema ci sono "proprie leggi musicali a cui ubbidire".
Le opere non si concretizzano definitivamente solo con l'esaurimento di un materiale predeterminato, restano elementari: far musica è creare suoni, ascoltare musica è lasciarli suonare in sé.
E' una musica che non si avvale delle rassicuranti stampelle di forme riconoscibili, non vuole convincere ma mettere in discussione, rifiuta di svelare i presupposti e gli scopi. Le opere restano aperte nella realizzazione. Alcuni passaggi della partitura sono lasciati coscientemente alla libertà degli interpreti: le durate non sono definite in modo univoco, la realizzazione deve fidarsi del momento.
E' una musica che non provoca mai il dolore, non si oltrepassa mai la frontiera del "bel suono", e non si è neanche mai costretti a lungo in una medesima situazione sonora. E tutto ciò che si è detto di Mathias Steinauer può anche non essere vero:
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"In quanto compositore calcolo e pianifico. Nonostante ciò, e non è una contraddizione, alla fine mi fido solamente dei miei sentimenti, die presentimenti, della fantasia."
Allo stesso tempo ricerca gli estremi, la tensione o la depressione, le vie di mezzo sono evitate (Blütenlese). Nella formulazione della musica, nella creazione di campi sonori, di stati sonori, di processi complessi, la fantasia del compositore sembra non voler, non poter abbandonarsi al caso.
Tuttavia la musica è tollerante, partecipativa, si ascolta introspettivamente, ma pensa oltre, sviluppa proprie proposte. Steinauer è meno un compositore delle strutture (Rallentamento: Ritual e anche Überfahrt), dei progetti, quanto piuttosto del rivestimento, della colorazione pittorica, della strumentazione (Rallentamento: Quasi Stillstand).
Nelle opere vocali i quadri sonori servono a un progressivo sviluppo di un contenuto, collegato al testo, e ciò in modo ora descrittivo, ora indagatore, ora in un ironico incontro tra cellule del testo e momenti sonori (Blütenlese, Speculum).
Ciò che percorre le composizioni come un filo rilucente, è il confronto con i testi, con la letteratura, con le storie delle origini (Blütenlese, Rallentamento, Duat) e le genesi (Omaggio, Risse): cerca per esempio una via propria, il senso nell'etimologia delle parole, non nelle parole stesse (Blütenlese).
Confrontando i lavori giovanili con i brani più recenti, il linguaggio musicale di Mathias Steinauer risulta sorprendentemente flessibile e molteplice.
Dominik Sackmann